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Cosa succede nell’area del Parco Ventaglieri dopo che Pietro Gargano ne ha parlato nella sua rubrica del 10 novembre? Nelle Scale Mobili la situazione di degrado peggiora sempre più: l’annuncio del passaggio alla Metronapoli ha creato un generale clima di smobilitazione e spesso non sono solo le rampe iniziali a restare “immobili”. L’intervento di pulizia promesso dalla Napoli Servizi è rimasto sulla carta e le condizioni igieniche sono ormai allarmanti. Sono invece iniziati i lavori preannunciati dall’Assessore Casimiro Monti. La parte bassa del Parco Ventaglieri diventerà una piazza “aperta” al quartiere... La soluzione scelta è “pilatesca”: invece di tutelare e riqualificare uno dei pochi spazi “verdi” presenti in città, il “verde” Monti se ne libera. Nei mesi di maggio e giugno il Forum Tarsia e parte delle associazioni aderenti al CAMeO (Coordinamento Associazioni Montesanto e...Oltre), insieme al Centro sociale DAMM e ad alcune scuole della zona si erano pronunciati contro questa soluzione ritenendo che: 1) in una città come Napoli gli spazi verdi devono essere tutelati e accresciuti e non ridotti; 2) facilmente una piazza, posta in un luogo appartato, può trasformarsi quantomeno in un parcheggio di auto e motorini. Le associazioni chiedevano invece che fossero rese immediatamente funzionanti le Scale Mobili e realizzate le opere minime atte a rendere la parte bassa del Parco immediatamente agibile, con il ripristino del muro di cinta e la pulizia dello stesso, perché immediatamente la gente del quartiere potesse usufruirne. Contestualmente si dichiaravano disponibili alla strutturazione di un percorso-laboratorio di “progettazione partecipata” a partire dall’ autunno che coinvolgesse il quartiere e le scuole nella costruzione di un progetto ampio e condiviso finalizzato all’utilizzo del parco in tutte le sue parti. Quali riflessioni è possibile fare dopo queste vicende? Ci sembra che di fronte ad una presenza spesso propositiva e fattiva della “società civile”, delle realtà culturali e associative presenti sul territorio, le Istituzioni sembrano in questo momento non essere in grado in alcun modo di recepire i bisogni e le aspettative della cittadinanza, rischiando di fatto una pericolosissima frattura con questa.
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